Autore: annabriante

  • “Global School Prime 2026”al Liceo A. Volta

    Nel panorama dell’istruzione internazionale, la nostra Città continua a distinguersi per qualità, innovazione e capacità di formare le nuove generazioni.

    A confermarlo è il riconoscimento ottenuto nell’ambito del “Global School Prime 2026”, che ha premiato due eccellenze del sistema scolastico italiano: il Liceo “Alessandro Volta” di Reggio Calabria e l’Istituto “Ettore Majorana” di Brindisi. Due realtà geograficamente distanti, ma unite da una visione comune: offrire una formazione solida, moderna e orientata al futuro. Un modello educativo capace di coniugare rigore accademico e apertura al mondo.Il Liceo “Alessandro Volta” di Reggio Calabria, guidato dalla dirigente prof. Maria Rosa Monterosso, coadiuvata dalla prof. Anna Maria Borrello e da un corpo docente appassionato e competente, ha saputo affermarsi come punto di riferimento per qualità dell’insegnamento, attenzione alla formazione critica degli studenti e valorizzazione delle eccellenze. Il riconoscimento testimonia l’impegno costante della comunità scolastica nel promuovere cultura, innovazione e cittadinanza attiva, contribuendo allo sviluppo sociale e culturale del territorio.  Durante il mio mandato di Assessore all’Istruzione ho in più occasioni dato merito alle straordinarie iniziative intraprese dal Liceo “Alessandro Volta” e dei tanti riconoscimenti nazionali ed internazionali ottenuti dagli studenti, rimarcando come varcando i cancelli di quella scuola si avesse la sensazione bellissima di trovarsi in uno dei più moderni campus americani. Ed è così che evidentemente è stato percepito anche dai valutatori della Varkey Foundation, che ogni anno celebrano progetti concreti di trasformazione scolastica, con un montepremi di 1 milione di dollari e una visibilità planetaria. I risultati, anche nei contesti più complessi, arrivano confermando che è possibile costruire percorsi educativi di altissimo livello anche nel nostro territorio, percorsi capaci di competere e distinguersi su scala globale. Aver superato la prima fase selettiva con quasi 3000 candidature provenienti da 113 Paesi, conferma che occorre pensare sempre in grande, nella consapevolezza delle proprie potenzialità. Questo è un traguardo che premia dirigenti, docenti, collaboratori, studenti e famiglie, e che rafforza il ruolo della scuola come motore di crescita, innovazione e coesione sociale del nostro territorio.

  • Il Pd presenta la lista per le elezioni di Reggio Calabria

    Sabato 2 maggio conferenza stampa in piazza Campagna.

    Il Partito Democratico di Reggio Calabria annuncia la conferenza stampa di presentazione della propria lista in vista delle prossime elezioni amministrative.
    L’appuntamento è fissato per sabato 2 maggio alle ore 10.30 in piazza Campagna.
    Alla conferenza stampa prenderà parte il candidato sindaco Mimmo Battaglia, oltre ai vertici regionali e provinciali del partito.
    L’iniziativa rappresenta l’occasione per presentare alla città una proposta politica fondata su competenze, radicamento territoriale e visione amministrativa, con l’obiettivo di rafforzare un progetto di governo credibile e vicino ai bisogni reali dei cittadini.

  • Elezioni comunali, l’appello della Briante per una comunicazione non ostile: ‘Chi alza la voce perde credibilità’

    “La qualità delle parole utilizzate nel dibattito pubblico incide direttamente sulla qualità di una convivenza capace di restituire alla politica la sua funzione originaria, quella di costruire e non di dividere” così la Briante

  • Il Manifesto della Comunicazione non Ostile, un vero e proprio impegno etico

    È una carta che elenca dieci princìpi di stile utili a migliorare lo stile e il comportamento di chi sta in Rete. E’ un impegno di responsabilità condivisa, anche in Politica.

    (Anna Briante) Ho sottoscritto poco dopo la sua nascita a Trieste, nel 2016, il Manifesto della comunicazione non ostile, un progetto ben più grande e nobile di una semplice elencazione di principi. Parole O_Stili (www.paroleostili.it) è un movimento culturale che origina dalla volontà di un gruppo di professionisti della comunicazione, guidati da Rosy Russo, di promuovere una cultura del linguaggio più consapevole e responsabile, con l’obiettivo di diffondere l’attitudine positiva a scegliere le parole con cura, nella consapevolezza che le parole sono importanti. In ambito politico, il Manifesto non è solo una guida stilistica, ma un vero e proprio impegno etico. Sottoscriverlo è un atto rivoluzionario diretto a scegliere la razionalità rispetto alla pancia, recuperare la funzione pedagogica, disinnescare la polarizzazione. Forse un po’ ci stiamo riuscendo in questa competizione reggina, ma dobbiamo resistere fino alla fine. La funzione pedagogica della politica è uno dei pilastri della filosofia politica classica. Le istituzioni e chi le guida, infatti, non devono solo “amministrare”, ma contribuire a formare il carattere e la coscienza civile dei cittadini, non assecondando semplicemente gli umori della folla, ma elevando il dibattito, attraverso l’idea condivisa che l’avversario non è un nemico da abbattere, ma una parte necessaria del corpo sociale. In un contesto comunicativo sempre più rapido e pervasivo, il confine tra confronto politico e aggressione verbale appare oggi estremamente fragile. Al di là e al di qua di questo confine si colloca quel fenomeno ormai strutturale che è la polarizzazione. A livello nazionale espressioni di odio, derisione sistematica e delegittimazione personale sono ormai strumenti comunicativi sempre più utilizzati per rafforzare il consenso, contribuendo a dividere l’elettorato in blocchi contrapposti, “con noi o contro di noi”. Invertire questa tendenza richiede un impegno condiviso, in cui risulta centrale l’educazione civica digitale, attraverso la quale la moderazione dell’incitamento all’odio rappresenta una sfida cruciale per la tutela dello spazio pubblico. Attenzione però che la cosiddetta “gentilezza” non è sinonimo di debolezza, ma espressione di solidità argomentativa e rispetto istituzionale oltre che consapevolezza dei propri convincimenti. Chi alza la voce spesso perde credibilità perché percepisce la parola come un’arma, invece la vera forza politica risiede nelle parole chiare e misurate. La qualità delle parole utilizzate nel dibattito pubblico incide direttamente sulla qualità di una convivenza capace di restituire alla politica la sua funzione originaria, quella di costruire e non di dividere. Buona campagna elettorale a tutti!

  • Reggio Calabria, approvato il Regolamento sui Comitati di Quartiere: cosa cambia ora.

    I comitati di quartiere sono indicati nei principi generali del Regolamento come libere formazioni sociali di natura apartitica, senza alcuno scopo di lucro, che rappresentano le rispettive comunità nell’ambito del territorio di riferimento, ne curano gli interessi e ne promuovono lo sviluppo.

  • La risurrezione e la pazienza del cuore. Don Luigi Maria Epicoco incanta l’Aula Magna della Mediterranea

    Il titolo dell’incontro: Restart, si può rinascere davvero?

    (Anna Briante) Un grande, ideale abbraccio ha accolto ieri nell’Aula Magna “Quistelli” dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria don Luigi Maria Epicoco,sacerdote, teologo, scrittore e grande comunicatore. “La risurrezione non è solo il racconto di un evento straordinario, ma una scuola di vita”. Nelle parole di don Luigi emerge con forza un messaggio semplice e profondo: ciò che conta davvero non nasce dal “tutto e subito”, ma dal tempo dell’attesa, della maturazione e della conversione. C’erano tutti i promotori dell’incontro, dai giovani del Consiglio degli Studenti e della Pastorale Universitaria dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, a quelli dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri”, del Conservatorio di Musica “F. Cilea” e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose. Don Luigi insiste su un punto decisivo: la nostra cultura fatica ad accettare il fallimento e a vivere la pazienza. Eppure la risurrezione si colloca proprio dentro questa logica dei “tre giorni”, che non sono soltanto un dato cronologico, ma il segno che le cose essenziali hanno bisogno di tempo per compiersi. La vita non funziona come un fast food: le relazioni, la fede, il lavoro, la maturità interiore richiedono attesa e gradualità. Nel linguaggio biblico, il cammino è una realtà decisiva. Anche la terra promessa, una volta raggiunta, va abitata e conquistata passo dopo passo. La vita spirituale, allora, è un continuo passaggio dalla stasi al movimento, dalla chiusura alla conversione. Questa conversione non riguarda solo chi crede, ma ogni persona che accetta di lasciarsi cambiare dalle esperienze vissute. Se dopo una relazione, anni di studio, di lavoro o di servizio si rimane identici a prima, qualcosa non ha prodotto il risultato che avrebbe dovuto. Per don Luigi Epicoco, la Bibbia diventa universale quando viene letta come racconto dell’umano. Dentro quelle pagine c’è l’inquietudine dell’uomo, il desiderio di senso, la necessità di essere liberati da ciò che immobilizza. La risurrezione dunque, il restart, illumina la vita quotidiana: insegna a non scoraggiarsi subito, a non pretendere risultati immediati, a fidarsi di una crescita lenta e reale. È una parola che riscalda, perché restituisce speranza a chi cammina nel buio e invita a credere che Dio opera anche nel tempo dell’attesa. In un tempo dominato dall’urgenza, il messaggio della risurrezione è quanto mai attuale. Ci ricorda che l’uomo non si salva con la fretta, ma con la fedeltà al processo della vita. Per questo la risurrezione non va solo celebrata: va imparata. È la pedagogia di Dio, che non elimina il cammino ma lo rende fecondo, non cancella il tempo, ma lo riempie di promessa. E alla fine il cuore del messaggio è questo: la vita nuova nasce quando si accetta di attraversare la notte senza smettere di credere nella luce.